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La manna è la linfa estratta dalla corteccia di un frassino particolare, di nome “orniello”, incisa con un particolare coltello detto “mannaruolu”. In base alle modalità di raccolta, esiste la manna cannolo, quella più pregiata, e la manna rottame, che dopo aver scorso lungo la corteccia dell’albero viene raccolta.

La coltivazione della manna risale alla dominazione araba tra il IX e XI secolo in Sicilia. Allora la coltivazione del frassino era diffusa in tutta l’isola e la linfa era considerata un rimedio miracoloso. Oggi in Italia sono coltivati solo tre tipi di frassino rispetto ai 70 esistenti e , vista la sua lunga tradizione, è divenuta Presidio Slow Food.

Le proprietà di questa sostanza sono stupefacenti: utilizzata sin dal Medioevo in medicina e farmacopea, viene utilizzata come regolatore intestinale e come leggero lassativo; a livello polmonare è fluidificante della tosse e calmante delle bronchiti; infine, essendo principalmente costituita da mannitolo, lo zucchero della manna, può essere impiegato come dolcificante naturale nelle diete dimagranti, ed è adatto anche ai diabetici in quanto non altera la glicemia nel sangue.

E potrete adoperarla anche in cucina! Provatela al posto dello zucchero nei dolci.

Attenzione però, perché spesso in erboristeria vendono la mannite, un dolcificante di sintesi, che non ha le stesse caratteristiche della manna pura e che si ricava dalla fermentazione della melassa della barbabietola.

 

Fonti: http://www.ilfrassino.it/index.html

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A cura di Francesca G.